IA Act, intelligenza artificiale e nuovi reati

L’entrata in vigore del Regolamento (UE) 2024/1689 (AI Act), dal 2 agosto 2026, segna un passaggio fondamentale nella regolamentazione dell’intelligenza artificiale, introducendo un quadro normativo volto a garantire un utilizzo sicuro, trasparente e rispettoso dei diritti fondamentali.

In questo solco si inserisce il D.lgs. 9 settembre 2026, n. 160, entrato in vigore il 30 settembre 2026, che ha introdotto nell’ordinamento italiano nuove disposizioni in materia di responsabilità penale connessa alla realizzazione e all’utilizzo illecito dei sistemi di IA.

Tra le principali novità figura l’introduzione dell’art. 437-bis c.p., che punisce l’omessa adozione delle misure tecniche di sicurezza e di sorveglianza umana relative ai sistemi di IA ad alto rischio, quando ne derivi un pericolo per la vita o l’incolumità pubblica o individuale. La norma sanziona altresì l’alterazione illecita di tali sistemi, prevedendo pene detentive che possono arrivare fino a dieci anni nei casi di pericolo per la sicurezza dello Stato.

Di particolare rilievo per le imprese è anche la modifica del D.lgs. 231/2001, attraverso l’introduzione del nuovo art. 25-vicies, rubricato «Reati commessi con l’uso di sistemi di intelligenza artificiale».

La disposizione inserisce nel catalogo dei reati presupposto della responsabilità degli enti due fattispecie: il delitto di cui all’art. 437-bis c.p. e quello previsto dall’art. 612-quater c.p., relativo all’illecita diffusione di contenuti generati o alterati mediante sistemi di intelligenza artificiale.

Per tali illeciti sono previste sanzioni pecuniarie fino a 1.000 quote, oltre a sanzioni interdittive, tra cui l’interdizione dall’esercizio dell’attività, la sospensione o revoca di autorizzazioni e licenze e il divieto di contrattare con la pubblica amministrazione.

La novità normativa impone, pertanto, alle società e agli enti di prestare particolare attenzione ai rischi connessi all’impiego dell’intelligenza artificiale nei processi aziendali.

Diventa essenziale verificare l’adeguatezza dei Modelli di organizzazione, gestione e controllo ex D.lgs. 231/2001, aggiornando la mappatura dei rischi e introducendo protocolli specifici in materia di sicurezza dei sistemi di IA, supervisione umana, gestione dei contenuti generati artificialmente e formazione del personale.

L’intelligenza artificiale non rappresenta, dunque, soltanto una sfida tecnologica e organizzativa, ma anche un nuovo ambito di rischio penale e di responsabilità per le imprese, che richiede un adeguato presidio preventivo e un aggiornamento tempestivo dei Modelli 231.

Scarica qui l’Ai Act e il testo del decreto legislativo 160/2026.